Si chiude una stagione 2026 indimenticabile per l’associazione HG Cycling Team del presidente Fabrizio Petritoli. Iniziata con una battuta, non proprio felice, di uno speaker che, durante una gara ciclistica, definì meteore le ragazze in maglia verde tiffany. Dopo diversi mesi quelle ragazze hanno imparato a volare e ad emozionare vincendo.
Piane di Montegiorgio (Fm) – Ci sono stagioni che si raccontano attraverso i numeri. E poi ce ne sono altre che, prima ancora dei numeri, si raccontano attraverso le emozioni. Noi la nostra stagione la raccontiamo attraverso un colore: il verde tiffany.
Con la straordinaria vittoria di Mya Dazzani nell’iconica Cesano Maderno-Madonna del Ghisallo, si chiude ufficialmente l’annata agonistica della formazione femminile verde tiffany. E si chiude dopo un viaggio lungo, intenso, a tratti complicato, certamente mai banale.
Un viaggio nel quale le nostre ragazze sono state, per certi versi, come meteore.
Sono apparse all’improvviso nel cielo del ciclismo giovanile, hanno acceso la loro scia sui rettilinei e sulle salite, hanno attraversato montagne, colline e paesaggi rurali della nostra penisola, lasciando dietro di sé una traccia impossibile da cancellare.
Le meteore hanno dimostrato di saper volare.
Un volo non sempre perfetto. Un volo fatto anche di cadute, giornate difficili, delusioni, piazzamenti sfuggiti per un soffio, malanni, assenze e momenti nei quali sembrava più difficile rialzarsi che continuare a pedalare.
Ma proprio per questo un volo autentico.
Perché nello sport, come nella vita, non sono le traiettorie perfette a rendere grande una storia. Sono le deviazioni, le turbolenze, la capacità di ritrovare l’equilibrio e tornare ad aprire le ali.
Non era il volo dell’Airone di Castellania. Non poteva esserlo.
Ma quando le ragazze della HG Cycling Team hanno aperto le ali, sfiorando declivi e pianure, affrontando salite e discese, strade strette e lunghi rettilinei, hanno comunque regalato emozioni straordinarie.
E alla fine quelle ali hanno portato il gruppo ben oltre ogni più rosea previsione.
Più di dieci vittorie assolute.
Un dato che racconta soltanto una parte della storia.

Perché dietro ogni successo c’è una ragazza che ha creduto di poter arrivare prima delle altre. C’è una compagna che ha tirato il gruppo. C’è una famiglia che ha macinato chilometri. C’è un direttore sportivo che ha studiato la corsa. C’è un meccanico, un accompagnatore, una persona che ha preparato una borraccia, sistemato una bicicletta, controllato un cambio, incoraggiato una ragazza dopo una giornata difficile.
E c’è una squadra.
Una squadra che nel 2026 ha saputo sorprendere anche per eleganza, ordine e organizzazione.
Dietro quella perfezione apparentemente naturale c’è stato il lavoro, spesso silenzioso e a tratti quasi maniacale, di Fabrizio Petritoli, patron di una realtà che ha fatto della cura dei dettagli una vera identità.
Nulla lasciato al caso.
Le divise. I mezzi. La presenza alle gare. L’immagine. L’organizzazione. Ogni particolare ha contribuito a costruire qualcosa che andava oltre la semplice partecipazione a una competizione ciclistica.
E così il verde tiffany è diventato molto più di un colore.
È stato il colore delle partenze all’alba, dei viaggi interminabili, delle biciclette schierate ai nastri di partenza. Il colore delle attese, delle speranze e delle urla a bordo strada. Il colore delle giornate felici e di quelle in cui bisognava semplicemente stringere i denti.
Il colore di una stagione.
Il colore di una storia.
Quella storia che parte da Piane di Montegiorgio, nel cuore delle Marche, dove la HG Cycling Team si è presentata in punta di piedi, senza proclami roboanti, senza la necessità di annunciare al mondo ciò che avrebbe voluto diventare.
Ha semplicemente iniziato a pedalare.
E pedalando ha fatto parlare di sé.
Ha conquistato risultati, ma soprattutto ha saputo far vibrare quelle corde profonde che rendono il ciclismo qualcosa di diverso da una semplice gara.
La passione.
L’appartenenza.
Il sacrificio.
Il senso di squadra.
La voglia di esserci.
E forse è proprio questa la parte più bella della storia.
Perché la HG Cycling Team non è soltanto un team.
È una famiglia.
E come tutte le famiglie vere, non è sempre una famiglia perfetta.
Ci si confronta. Si discute. A volte ci si scontra. Qualche volta anche aspramente.
Perché quando si crede davvero in qualcosa, le emozioni diventano forti e le parole possono farsi pesanti.
Ma è proprio lì che si misura la profondità di un legame.
I figli, poi, crescono.
Fanno le loro scelte. Imboccano strade diverse. Scoprono nuovi orizzonti. A volte scelgono percorsi lontani da quelli che i genitori avevano immaginato o sognato.
Fa parte della vita.
E nessuna strada diversa può cancellare una storia condivisa.
Perché ciò che è stato vissuto insieme rimane.
Rimangono le mattine fredde. I viaggi. Le risate. Le lacrime. Le vittorie urlate a bordo strada. Le sconfitte ingoiate in silenzio. Le fotografie. Le strette di mano. Le biciclette caricate sui mezzi dopo una gara. E quegli abbracci che, qualche volta, valgono più di qualsiasi medaglia.
Rimane il viaggio.
E il viaggio della HG Cycling Team nel 2026 è stato straordinario.
Da una strada all’altra, da una regione all’altra, dalle pianure alle montagne, le ragazze hanno scritto pagine che resteranno nella memoria della società.
Fino all’ultima, meravigliosa pagina.
Quella salita verso il Santuario della Madonna del Ghisallo, luogo sacro del ciclismo, dove Mya Dazzani ha messo il sigillo sulla stagione con una vittoria che assume un significato ancora più grande proprio perché arrivata alla fine del cammino.
Come se il destino avesse voluto chiudere il libro nello stesso modo in cui era stato aperto: con una bicicletta, una ragazza e un sogno.
Adesso le ruote si fermeranno.
Per qualche settimana non ci saranno più partenze, transenne, numeri sulla schiena e volate da vivere con il fiato sospeso.
Ma una stagione così non finisce davvero quando termina una gara.
Resta nelle persone.
Resta nelle fotografie.
Resta nei ricordi.
Resta in quel verde tiffany che, nel 2026, ha attraversato le strade d’Italia lasciando una scia luminosa.
Le meteore hanno volato.
A volte alte.
A volte più basse.
Qualche volta hanno perso quota.
Ma non hanno mai smesso di cercare il cielo.
E forse è proprio questo il senso più autentico dello sport: non arrivare sempre dove avevi immaginato, ma scoprire, strada facendo, di essere riuscito ad andare molto più lontano di quanto avessi osato sognare.
La HG Cycling Team chiude così la sua stagione.
Con più di dieci vittorie assolute, con una squadra cresciuta insieme alle proprie ragazze e con una certezza che nessun risultato potrà mai cancellare: nel 2026, il verde tiffany non è semplicemente passato sulle strade d’Italia.
Ha lasciato il segno.
Un ringraziamento particolare a Monia Gallucci, Pierluigi Fratini, Rocco Castellucci, Franco Foscari e a tutti quanti anche con un semplice gesto hanno contribuito a realizzare tutto questo.